Castelgomberto: Cuore e Quarantena

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Cari concittadini,
ci toviamo a vivere in un momento storico che non ha precedenti. Per il bene della collettività, ci viene chiesto di rimanere fra le mura domestiche e ciò ha improvvisamente cambiato i nostri ritmi, le nostre abitudini.
È proprio in questi momenti di solitudine obbligata che ci rendiamo conto di quanto sia fondamentale la socialità nelle nostre vite. Queste lunghe ore possono diventare tuttavia una preziosa occasione per pensare, per riflettere, per ricordare, per analizzarci. L’invito che l’assessorato alla cultura desidera rivolgervi è questo: proviamo ad esprimere questi nostri pensieri, riflessioni, ricordi sotto forma di racconti, poesie, disegni.
L’iniziativa è rivolta a tutti: bambini, ragazzi, adulti, nonni. L’intento è quello di raccogliere il “cuore pulsante” del nostro Comune e documentare con i contributi personali di ognuno il vissuto di questa quarantena.
Sappiamo che l’arte e l’ispirazione hanno molte forme diverse, ma in questo caso ci limiteremo alla raccolta dei soli elaborati fatti “a mano”, non foto o video o altre produzioni multimediali. Qualcosa che possa essere magari raccolta, in futuro, in un libro.
Testi e disegni possono essere scritti di proprio pugno o elaborati anche con l’ausilio del computer.
Potete inviare scritti e disegni all’indirizzo biblioteca@comune.castelgomberto.vi.it specificando se desiderate che l’opera riporti il vostro nome; altrimenti, sarà considerata ed eventualmente pubblicata in forma anonima.
Il materiale inviato, se risponderà ai requisiti indicati, verrà pubblicato qui sotto.
L’Assessorato alla Cultura

Categoria disegno

Autore Titolo Opera
James Loyd Senza titolo Disegno-James-300x212 Castelgomberto: Cuore e Quarantena
James Loyd

“Non siamo soli”

Omaggio ai sanitari impegnati in prima linea nella lotta contro il covid 19

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Giacomo Grigolato, 5 anni

Senza titolo

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Categoria poesia

Autore Titolo Opera
Gianluigi Cannella

2497 alieni

questa mattina
nei prati della campagna
dove abito
sono parcheggiati gli alieni
con il Kalashnikov
hanno tritato i rami degli alberi
credendo fossero frutti.
me ne hanno regalato uno
ma io voglio venderlo
al miglior offerente

sabato 28 marzo 2020

Gianluigi Cannella

2501 non so cosa

non so cosa ci sia fuori
so cosa c’è dentro,
piazze deserte
il mare vuoto
montagne nude
sono i tuoi occhi
a rubare la sabbia
bere l’acqua
spogliarmi l’anima

mercoledì 1 aprile 2020

Gianluigi Cannella

2502 fili spinati

nuvole una sopra l’altra
come fili spinati
stringendosi per mano
per frenare polvere da sparo
e cani randagi
difendendosi dai raggi
del sole d’oriente
da fasci di luce proibite
e falci taglienti
da notti bianche logorate
da ore ambigue
penetrando a tutti i costi
dentro la terra
come un già sensibile accaduto
rubando bambini al futuro
vivendo la vita
con i proverbi dei vecchi,
con le parole
che volano come sguardi
rispettando la morte

domenica 5 aprile 2020

Categoria filastrocche

Autore Titolo Opera
Zarantonello Valeria (madre e nonna)
Rossi Elisa Tecla (figlia e madre)
VIRULINO

Ciao.
Coronavirus è il mio cognome,
Virulino è il mio nome.
Sto girando intorno al mondo
ed ho scoperto che è rotondo.
Sgrum…Sgrum…Sgrum…
Entro nel naso della gente
contagiando ogni ambiente.
Salgo su navi, aerei e treni
senza usare mai i freni.
Medici, scienziati e ricercatori
stanno lavorando come tori!
Vogliono a tutti i costi catturarmi,
ma io sono veloce e non riescono a fermarmi.
Ho visto tante cose belle e tu (bambino)
sei una di quelle!!!Smak.
L’egoismo e l’inquinamento sono diminuiti,
ci vuole così poco per essere più puliti!
La frenesia del fare non c’è più,
ed a casa, in famiglia si gioca di più.

Cornedo, 10 aprile 2020.
Dedicata a tre piccoli bambini:Clara, Gioele, Damiano.

Categoria testimonianze

Un’infermiera di rianimazione Resterà impresso nella mia memoria i nomi ed i volti di quei pazienti che ho assistito. I valori del monitor, le impostazioni del ventilatore, i risultati delle emogas che a volte ci facevano gioire e altre volte ci facevano scuotere sconsolati la testa.
Quegli occhi che non si aprivano spontaneamente, che aprivo per vedere le pupille e in cui trovavo il vuoto.
Quei piccoli movimenti che facevano pensare ad un risveglio e a cui rispondevi con la voce, con le parole…..<Eugenio stai tranquillo, ti stai svegliando, sei in rianimazione, hai un tubo che ti aiuta a respirare. Stai tranquillo, cerca di respirare piano e a fondo.>
Guardandogli negli occhi e consapevole che loro vedevano occhi sfumati da visiere, mascherine, mani con i guanti.
Mani guantate che toccavano le loro mani, sempre fredde.
Mi porto nella memoria storie….famiglie….videochiamate….preghiere
Abbiamo pregato per chi non poteva farlo. Abbiamo accarezzato per chi non poteva farlo.
Siamo sopravvissuti ridendo, scherzando tra colleghi, sdrammatizzando, gioendo per chi ce la faceva, accompagnando chi è stato più colpito.
Abbiamo mangiato tanto, con tutto quello che i ristoranti della zona ci regalavano, tanto che ad un certo punto ci siamo tutti messi a dieta!
Ho portato a casa un’orchidea che mi ricorda ogni giorno quel corridoio, quelle sale operatorie trasformate in rianimazione. Quelle tute che ti facevano sudare….quelle che mascherine che ormai non sopporto più.
Rimarrà impressa nella mia memoria la paura. La paura del contagio. Il sentirsi il virus addosso ogni volta che toglievi il camice e la mascherina. La paura di aver sbagliato a svestirsi, di essersi toccato per sbaglio.
La paura di contagiare chi era a casa con noi. L’isolarsi da tutto e tutti. Controllarsi la temperatura più volte al giorno.
Questa epidemia mi ha reinsegnato il mio lavoro. L’ha reso più consapevole.
Quei pazienti, tutti insieme e tutti uguali e così terribilmente diversi  hanno toccato la nostra anima.
Non dimenticheremo.
Noi non vogliamo ricominciare, abbiamo paura di ricominciare.